Questa mattina la città della Spezia ha dedicato l’area verde compresa tra Piazza Enzo Fregosi e Piazza Armando Femiano alla memoria delle Vittime del Dovere, un’intitolazione che vuole rendere permanente il riconoscimento verso coloro che, nell’adempimento del proprio servizio, hanno perso la vita o riportato gravi invalidità. Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili, militari e religiose, associazioni e numerosi cittadini.
Il sindaco Pierluigi Peracchini ha aperto gli interventi sottolineando il valore profondo di questa scelta. Ha ricordato come possa sembrare “scontato” intitolare un luogo a persone che non si conoscono, ma come in realtà questo gesto sia fondamentale per la democrazia e per le istituzioni, perché richiama il sacrificio di chi ogni giorno difende la Repubblica e i suoi valori. Il primo cittadino ha evidenziato la fragilità che si crea quando una vita viene spezzata nell’adempimento del dovere, una ferita che colpisce le famiglie e la comunità, ma che allo stesso tempo genera un seme di rinascita istituzionale. “Da quella tragedia deve nascere un senso ancora più forte delle istituzioni”, ha affermato, ricordando che esistono molti modi per servire la patria e che ogni sacrificio merita di essere custodito nella memoria collettiva.
L’assessore alla toponomastica Maria Grazia Frijia ha ribadito il valore simbolico della scelta di dedicare un giardino, un luogo vivo, destinato a crescere e trasformarsi nel tempo. Ha spiegato come l’intitolazione rappresenti un gesto che consegna alla città l’esempio delle vittime del dovere, rafforzando il legame con i principi di legalità, giustizia e servizio al Paese. Un giardino, ha aggiunto, è il luogo ideale per ricordare chi ha sacrificato tutto per il bene comune, perché può accogliere nuovi simboli, nuove piante, nuovi semi che rinnovano il significato della memoria.
Molto toccante l’intervento del segretario generale dell’Associazione Nazionale Vittime del Dovere, Alessandro Luzzi, che ha portato i saluti della presidente Emanuela Piantadosi e ha condiviso la propria esperienza personale. Figlio del maresciallo Lido Luzzi, deceduto nel 1985 durante una missione antincendio in Sardegna, ha ricordato quel giorno come un momento indelebile della sua vita. Ha citato altre storie emblematiche, come quella del giudice Minervini, ucciso da due brigatisti mentre tornava a casa senza scorta, per scelta, consapevole dei rischi del suo incarico. Luzzi ha ricordato che l’associazione rappresenta oltre 500 famiglie in Italia, tra vittime e feriti che hanno riportato gravi menomazioni fisiche o cognitive. Ha espresso gratitudine al Comune per l’iniziativa e ha consegnato una targa al sindaco a nome dell’intero Consiglio comunale.
Durante la cerimonia è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di un vigile del fuoco recentemente scomparso, gesto che ha simbolicamente unito la commemorazione alle vicende più attuali. Al termine degli interventi, il sindaco Peracchini, insieme alle autorità e al segretario Luzzi, ha proceduto allo svelamento del cartello di intitolazione del giardino. Il vescovo diocesano, monsignor Luigi Ernesto Palletti, ha impartito la benedizione dell’area.
Prima della conclusione, Luzzi ha annunciato l’intenzione, condivisa con l’amministrazione comunale, di individuare una data annuale in cui piantare un alberello nel giardino, come simbolo di rinascita e memoria permanente. “Chi dona la vita per gli altri rimane per sempre”, ha ricordato, proponendo una piccola cerimonia che possa rinnovare ogni anno il significato di questo luogo.
Con questa intitolazione, la città della Spezia afferma la volontà di custodire e tramandare l’esempio delle vittime del dovere, trasformando un’area verde in un patrimonio civico e in un richiamo costante ai valori su cui si fonda la Repubblica.
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