Chi dona la vita per gli altri resta per sempre
Equiparazione Vittime

Da anni l'Associazione Vittime del Dovere si batte perché la distinzione ingiusta e incoerente tra vittime in ragione del carnefice sia definitivamente abbandonata.
La categoria originaria delle "vittime del dovere" (Regio Decreto Legge 261/1921) è stata prima affiancata (Legge 466/1980) dalla categoria delle "vittime del terrorismo" e delle "vittime della criminalità organizzata" per poi essere sorpassata in termini di tutela (Legge 206/20014) fino a giungere al processo inverso, di progressiva estensione dei particolari benefici riconosciuti alle altre categorie.
In uno Stato di diritto è imprescindibile che i rappresentanti delle Istituzioni, che sacrificano le loro vite e la loro integrità per il bene della collettività, vengano adeguatamente tutelati.
Negli anni si sono succeduti interventi limitati e parziali di equiparazione che hanno causato differenze tra Vittime, creando gruppi e sottogruppi, e difficoltà applicative che, di fatto, rendono difficile l'effettiva fruizione dei benefici riconosciuti.
Con la presentazione dei disegni di legge cerchiamo di porre un ulteriore tassello sul lungo percorso intrapreso dall'Associazione.
Le proposte di legge da noi richieste, presentate e che si sono succedute negli anni hanno lo scopo di definire la completa equiparazione tra Vittime, dopo oltre dieci anni dalla promessa di "progressiva" equiparazione sancita nella Legge 266 del 2005.

30 APRILE 2026
COMUNICATO STAMPA - AGGIORNAMENTI INERENTI ALL’ESENZIONE IRPEF DELLE PENSIONI - CIRCOLARE INPS N. 51 DEL 30 APRILE 2026

Come noto, negli ultimi anni l’Associazione ha portato avanti con determinazione una complessa attività ditutela, sia sul piano giudiziario sia sul piano istituzionale, volta a far riconoscere un principio che oggi può dirsi definitivamente affermato: tutte le pensioni percepite dalle Vittime del Dovere e dai loro familiari superstiti devono essere esenti da imposizione fiscale, senza limitazioni legate alla natura o all’origine del trattamento pensionistico.

La vicenda trae origine dall’interpretazione dell’articolo 1, comma 211, della legge n. 232 del 2016, che aveva esteso alle Vittime del Dovere e ai loro familiari superstiti i benefici fiscali già riconosciuti alle vittime del terrorismo. Nonostante la chiarezza della norma, l’INPS ha per anni adottato una lettura restrittiva, limitando l’esenzione IRPEF ai soli trattamenti pensionistici direttamente collegati all’evento lesivo, con conseguente esclusione di numerose prestazioni e una evidente disparità di trattamento.

A fronte di tale situazione, si è sviluppata una lunga e articolata battaglia giudiziaria che ha trovato il proprio punto di svolta grazie alle iniziative promosse e sostenute dall’Avv. Andrea Bava e dall’Avv. Leonardo Bava.

Le pronunce favorevoli ottenute in sede di legittimità hanno definitivamente chiarito che l’esenzione IRPEF ha natura soggettiva e si applica a tutti i trattamenti pensionistici percepiti dalle Vittime del Dovere e dai loro familiari superstiti, indipendentemente dal collegamento con l’evento che ha determinato lo status, prescindendo altresì dal grado di invalidità e includendo anche le pensioni personali dei superstiti .

Proprio queste fondamentali vittorie giudiziarie hanno consentito all’Associazione di intervenire tempestivamente, informando attraverso comunicati e note esplicative e fornendo indicazioni operative per l’esercizio concreto dei diritti riconosciuti. In tale contesto, considerata la perdurante resistenza dell’INPS ad adeguarsi immediatamente all’orientamento della Corte di Cassazione, l’Associazione ha ritenuto necessario attivare, tramite il proprio Ufficio Legale, un servizio di supporto dedicato, finalizzato ad assisterli nella fase amministrativa di presentazione delle istanze volte a ottenere il riconoscimento dell’esenzione e il recupero delle somme indebitamente trattenute.

Nonostante la chiarezza delle pronunce della Suprema Corte, infatti, l’INPS e l’Agenzia delle Entrate hanno continuato per un significativo periodo a non adeguarsi, rendendo necessario proseguire nell’azione giudiziaria e nel confronto istituzionale. Solo con la Risoluzione n. 68 del 4 dicembre 2025 l’Agenzia delle

Entrate ha finalmente recepito l’orientamento della Cassazione, riconoscendo l’esenzione su tutte le pensioni, mentre è stato necessario un ulteriore impegno da parte dell’Associazione attraverso richieste formali per ottenere il definitivo allineamento anche da parte dell’INPS.

Questo percorso trova oggi compimento con la Circolare INPS n. 51 del 30 aprile 2026, con la quale l’Istituto recepisce ufficialmente il consolidato orientamento giurisprudenziale e supera le precedenti interpretazioni restrittive. Viene infatti riconosciuto che l’esenzione dall’IRPEF si applica a tutti i trattamenti pensionistici spettanti alle Vittime del Dovere, ai soggetti equiparati e ai familiari superstiti, anche se non direttamente collegati all’evento che ha determinato lo status, estendendo il beneficio anche alle addizionali regionali e comunali.

https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2026.04.circolare-numero-51-del-30-04-2026_15252.html

La circolare chiarisce inoltre che, a partire dall’anno di imposta 2026, l’esenzione sarà applicata direttamente dall’INPS sui ratei di pensione, con il rimborso delle ritenute eventualmente operate a decorrere da gennaio 2026. Per gli anni precedenti resta invece necessario presentare istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate.

Si tratta di un risultato di straordinaria importanza, che segna la conclusione di una lunga battaglia per il riconoscimento di un diritto fondamentale, resa possibile grazie all’impegno dell’Associazione e al contributo determinante dell’Avv. Andrea Bava, dell’Avv. Leonardo Bava e alla partecipazione attiva degli associati.

L’Associazione continuerà a vigilare affinché le nuove disposizioni trovino concreta e uniforme applicazione, siano chiarite le modalità operative e vengano garantiti tutti i rimborsi spettanti, proseguendo al contempo l’impegno su tutte le ulteriori questioni ancora aperte.

ASSOCIAZIONE VITTIME DEL DOVERE

 

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