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28 MAGGIO 2026
COMUNICATO STAMPA - Camera dei Deputati: approvata la riforma costituzionale sulla tutela delle vittime di reato. De Corato (FDI) ringrazia l’Associazione Vittime del Dovere per il ruolo determinante nel percorso legislativo e culturale

La Camera dei Deputati ha approvato ieri, 27 maggio 2026, il disegno di legge costituzionale che introduce nella Carta fondamentale della Repubblica il principio espresso della tutela delle vittime di reato, mediante l’inserimento all’articolo 24 della Costituzione del nuovo comma: «La Repubblica tutela le vittime di reato».

Il provvedimento, approvato all’unanimità nella seduta n. 666, rappresenta un passaggio di particolare rilievo nel sistema costituzionale italiano, in quanto introduce per la prima volta un riconoscimento esplicito e diretto della vittima di reato all’interno della Costituzione.

Il testo, approvato in prima lettura al Senato in data 14 gennaio 2025, dovrà ora proseguire il proprio iter secondo la procedura di revisione costituzionale prevista dall’articolo 138 della Costituzione, che richiede una doppia deliberazione conforme da parte di Camera e Senato, a distanza di almeno tre mesi, e l’eventuale ricorso a referendum confermativo qualora non venga raggiunta la maggioranza qualificata.

Il disegno di legge costituzionale nasce dall’unificazione di 4 proposte (AS.427 di iniziativa dei Senatori Antonio Iannone, Gianni Berrino, Nicola Calandrini, Paolo Marcheschi, Fausto Orsomarso, Ernesto Rapani, Gianni Rosa, Raoul Russo, Domenica Spinelli, Antonella Zedda, Ignazio Zullo, Marco Silvestroni, Guido Quintino Liris, Giulia Cosenza, Cinzia Pellegrino, Simona Petrucci; AS. 731 di iniziativa dei Senatori Bruno Marton, Vincenza Aloisio, Dolores Bevilacqua, Anna Bilotti, Maria Domenica Castellone, Francesco Castiello, Roberto Cataldi, Marco Croatti, Concetta Damante, Raffaele De Rosa, Gabriella Di Girolamo, Barbara Floridia, Barbara Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Ada Lopreiato, Pietro Lorefice, Alessandra Maiorino, Orfeo Mazzella, Gisella Naturale, Luigi Nave, Stefano Patuanelli, Luca Pirondini, Elisa Pirro, Roberto Maria Ferdinando Scarpinato, Elena Sironi, Antonio Salvatore Trevisi, Mario Turco; AS. 888 di iniziativa dei Senatori Dario Parrini, Alfredo Bazoli, Andrea Giorgis, Vincenza Rando, Andrea Martella ; AS. 891 di iniziativa dei Senatori Peppe De Cristofaro, Tino Magni) che sono confluite in un testo unico approvato dal Senato.

Approdato alla Camera dei deputati, la proposta di Legge ha visto la riunificazione ad altre due proposte di identica finalità ( AC 286 di iniziativa dell’Onorevole Cirielli Edmondo e AC. 1312 di iniziativa dell’Onorevole Luana Zanella)

La riforma pertanto si inserisce in un contesto di progressiva evoluzione normativa e culturale che, negli ultimi anni, ha visto crescere l’attenzione del legislatore e delle istituzioni verso la figura della vittima di reato.

Il sistema giuridico italiano, pur garantendo da sempre un articolato impianto di tutele per l’imputato e per le garanzie del giusto processo, non conteneva finora un riferimento espresso e unitario alla vittima quale soggetto titolare di specifica protezione costituzionale.

Con questa modifica, il legislatore costituzionale ha inteso colmare un vuoto simbolico e sistemico, riconoscendo la centralità della vittima nell’ordinamento e valorizzando un principio già desumibile dagli articoli 2 e 3 della Costituzione, ma mai esplicitato in forma diretta.

Nel corso del dibattito parlamentare, l’On. Riccardo De Corato, relatore del provvedimento, ha voluto esprimere un ringraziamento pubblico, formale e sentito all’Associazione Vittime del Dovere, riconoscendone il ruolo di interlocutore istituzionale costante e qualificato nel lungo percorso che ha portato alla riforma (https://webtv.camera.it/evento/31472?subtitle=1)

L’On. De Corato ha sottolineato come il risultato raggiunto sia frutto di un lavoro parlamentare trasversale, ma anche del contributo fondamentale della società civile, delle associazioni e delle realtà impegnate nella tutela delle vittime.

In particolare, l’Associazione Vittime del Dovere è stata indicata come uno dei soggetti che, nel corso degli anni, ha maggiormente contribuito a mantenere alta l’attenzione sul tema, promuovendo iniziative, confronti istituzionali e proposte di riforma volte a rafforzare la posizione della vittima nel sistema giuridico italiano.

Il percorso che ha condotto all’approvazione della riforma costituzionale trova un passaggio significativo già nel 2024, quando l’Associazione Vittime del Dovere è stata formalmente audita presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica nell’ambito dell’esame dei disegni di legge costituzionali in materia di tutela delle vittime di reato.

In quell’occasione, l’Associazione – rappresentata nelle sedi istituzionali dall’Avv. Stefano Maccioni, socio onorario – ha illustrato osservazioni tecniche e giuridiche di particolare rilievo, sottolineando la necessità di un riconoscimento esplicito della vittima nella Costituzione e richiamando l’esigenza di superare una disciplina frammentata e non sistematica https://www.vittimedeldovere.it/risultati.php?id=5242.

L’audizione del 3 ottobre 2024 ha rappresentato uno dei momenti iniziali di un percorso istituzionale più ampio, che ha visto progressivamente convergere diverse sensibilità politiche verso la definizione di un testo condiviso.

Nel corso dell’iter parlamentare, il dibattito ha evidenziato l’opportunità di collocare la previsione all’interno dell’articolo 24 della Costituzione, piuttosto che nell’articolo 111, inizialmente oggetto di alcune proposte. La scelta finale è stata motivata dalla volontà di valorizzare una tutela non esclusivamente processuale, ma di carattere generale, capace di abbracciare una più ampia dimensione dei diritti fondamentali della persona.

Il nuovo comma introduce così un principio generale di tutela della vittima di reato, coerente con l’impianto complessivo della Costituzione e con la centralità della persona nel sistema costituzionale italiano. Nel corso dell’esame parlamentare è stata inoltre ribadita la scelta di adottare una nozione unitaria di “vittima di reato”, coerente con l’impostazione del diritto europeo, che mira a superare distinzioni formali tra persona offesa, persona danneggiata e altre qualificazioni processuali.

Il relatore De Corato ha definito la riforma una “grande conquista civile e giuridica”, sottolineando come il riconoscimento costituzionale della vittima rappresenti un passaggio di maturazione del sistema democratico e giuridico italiano.

La modifica costituzionale non altera gli equilibri del processo penale, né incide sulle garanzie dell’imputato, ma rafforza il principio di centralità della persona e consolida un sistema di tutele più equilibrato e completo.

Nel quadro complessivo del dibattito parlamentare, l’Associazione Vittime del Dovere viene riconosciuta come uno dei principali interlocutori istituzionali sul tema, grazie a un’attività pluriennale di sensibilizzazione, proposta e confronto tecnico-giuridico.

Il contributo offerto nel 2024 in sede di audizione al Senato, così come le successive interlocuzioni istituzionali, è stato richiamato come elemento significativo nella costruzione del consenso politico e culturale che ha portato all’approvazione della riforma, un risultato che nasce da un percorso lungo e condiviso, nel quale il contributo dell’Associazione Vittime del Dovere ha rappresentato un riferimento costante e qualificato, oggi espressamente riconosciuto anche in sede parlamentare.

L’Associazione Vittime del Dovere desidera esprimere il proprio sentito ringraziamento ai Parlamentari di tutti gli schieramenti politici che, con sensibilità istituzionale e spirito unitario, hanno sostenuto il percorso della riforma costituzionale, contribuendo al raggiungimento di un risultato di grande valore civile, giuridico e democratico per l’intero Paese.

Un particolare ringraziamento viene rivolto all’On. Riccardo De Corato per il lavoro svolto quale relatore del provvedimento alla Camera dei Deputati e per le parole di riconoscimento espresse nei confronti dell’Associazione Vittime del Dovere nel corso del dibattito parlamentare.

ASSOCIAZIONE VITTIME DEL DOVERE

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