MOLFETTA – Un racconto intenso, capace di unire memoria, impegno civile e riflessione sui valori fondanti dello Stato: è quello che ha portato Virginia Garofoli, studentessa del Liceo Classico “Leonardo da Vinci” di Molfetta, a conquistare il primo posto nel concorso nazionale “Vittime del Dovere nella Costituzione”.
La giovane ha partecipato con un video dal titolo evocativo, “Quattro sedie. Quattro doveri”, in cui quattro figure simbolo del sacrificio civile prendono idealmente la parola per interrogarsi sul significato più profondo del servizio allo Stato. I protagonisti scelti sono Francesca Morvillo, Rosario Livatino, Emanuela Loi e Girolamo Minervini. Quattro storie diverse, unite dal filo rosso del dovere, del coraggio e della fedeltà alle istituzioni.
Attraverso un linguaggio diretto ed evocativo, Virginia costruisce un dialogo immaginario che restituisce voce e presenza a chi ha pagato con la vita il proprio impegno. Il messaggio finale – “Un dovere che non finisce con loro. Continua in noi” – sintetizza con forza il senso dell’elaborato: la responsabilità collettiva di custodire e proseguire quei valori.
Il concorso, rivolto alle scuole secondarie di tutta Italia, ha proposto una riflessione sull’articolo 54 della Costituzione italiana, che richiama i cittadini alla fedeltà alla Repubblica e al rispetto delle sue leggi. Un tema che la studentessa molfettese ha saputo interpretare con maturità e consapevolezza, trasformando un progetto scolastico in un messaggio di forte impatto civile.
La cerimonia di premiazione si terrà il 27 marzo a Roma, nella prestigiosa sede della Camera dei Deputati, alla presenza delle famiglie delle Vittime del Dovere. Un riconoscimento che assume così un valore ancora più significativo, inserendosi in un contesto istituzionale di alto profilo.
Grande la soddisfazione espressa dalla dirigente scolastica, Giuseppina Bassi, che ha sottolineato come il risultato rappresenti non solo un traguardo individuale, ma anche il frutto di un percorso educativo condiviso. Un lavoro che dimostra come la scuola possa essere luogo vivo di formazione civica, capace di trasmettere valori concreti e duraturi.
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