Una riflessione della Dott.ssa Fabiana Raciti, orfana dell' Ispettore Filippo Raciti ucciso a Catania il 2 febbraio 2007 https://www.vittimedeldovere.it/caduti.php?id=937
Care lettrici e cari lettori,
questa 27ª giornata di campionato è un tempo che ci richiama a riflettere sul valore dello sport, e per me questa riflessione non è teorica, ma profondamente personale. Il calcio, come ogni disciplina sportiva, riesce a unire persone diverse, generazioni diverse, storie diverse. Riempie gli stadi e le case, crea legami, accende entusiasmo e senso di appartenenza, ed è qualcosa che va oltre il risultato. Proprio per questo fa ancora più male quando quel luogo di unione viene ferito dalla violenza.
In uno stadio mio padre ha perso la vita, e con lui è cambiata per sempre la mia, e quella della mia famiglia. La violenza non si consuma in un istante e non riguarda solo chi la subisce direttamente, ma continua nel tempo, entra nelle case, modifica gli equilibri e accompagna ogni giorno chi resta…
Ricordare il suo sacrificio significa assumersi una responsabilità nel presente. Significa chiedersi, ogni volta che assistiamo a un episodio di aggressività, sia essa fisica o verbale, se stiamo davvero proteggendo ciò che lo sport rappresenta. Perché sostenere una squadra non può mai diventare un motivo per aggredire qualcuno e, di certo, la passione non può e non deve trasformarsi in prepotenza.
Prima di una parola urlata o di un gesto impulsivo dovremmo fermarci e pensare alle conseguenze, perché a volte basta un attimo per cambiare molte vite, non solo la propria.
In questi scenari non possiamo dimenticare la presenza degli uomini e delle donne delle forze dell’ordine, insieme a tutto il personale che opera negli stadi per garantire sicurezza e serenità. Sono persone che svolgono il proprio dovere affinché un evento sportivo resti un momento di festa, e il rispetto nei loro confronti è parte integrante del rispetto per lo sport stesso.
Il calcio può essere un emblema dei valori migliori, per ciascuno di noi e per il nostro Paese. Può formare coscienze, orientare comportamenti, costruire comunità fondate sul rispetto.
Lo sport può salvare vite, mai toglierne.
Sta a ciascuno di noi custodirne il significato, per rispetto di chi non c’è più e per il futuro di tutti.
Fabiana Raciti, figlia dell'Ispettore Filippo Raciti, Vittima del Dovere
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