Chi dona la vita per gli altri resta per sempre
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18 GIUGNO 2026
"Buon compleanno papá" di Sara Anzini, orfana dell'Appuntato dei Carabinieri Emanuele Anzini, Vittima del Dovere

Ciao Papy,

ieri sono trascorsi sette anni da quando sei andato via da me e oggi è il tuo compleanno. Ogni anno queste due date arrivano una dopo l’altra e ogni anno mi spezzano il cuore nello stesso modo. Dovrei festeggiare il giorno in cui sei nato, invece mi ritrovo ancora a fare i conti con il giorno in cui ti ho perso. È una ferita che il tempo non ha mai guarito, perché ci sono dolori che non passano, impari soltanto a portarli con te.

Sette anni sembrano un’eternità, eppure per me è ancora tutto così vicino. Ricordo ancora quel momento come se fosse ieri. Tu eri lì, a fare ciò che hai sempre fatto con onore e senso del dovere, a servire lo Stato con la divisa che amavi e rispettavi. Nessuno avrebbe mai immaginato che quella sarebbe stata l’ultima volta. Nessuno era pronto a salutarti. Nessuno era pronto a vivere senza di te.

Da quel giorno la vita è andata avanti, ma non nel modo in cui avrebbe dovuto. Gli anni sono passati, le stagioni si sono susseguite, il mondo ha continuato a correre, ma dentro di me c’è una parte che è rimasta ferma. Ferma a quando potevo sentirti parlare, a quando potevo vederti sorridere. Mi manchi quando raggiungo un traguardo e vorrei vedere il tuo orgoglio nei tuoi occhi. Mi manchi quando qualcosa va storto e avrei bisogno di sentirmi dire che andrà tutto bene.

La cosa più difficile da accettare non è soltanto averti perso. È tutto quello che ci è stato rubato dopo. Mi hanno rubato gli anni che avremmo dovuto vivere insieme, le risate che avremmo condiviso, i consigli che mi avresti dato, gli abbracci che non potrò più ricevere. Mi hanno rubato la possibilità di vederti invecchiare, di vederti spegnere altre candeline, di costruire nuovi ricordi insieme. Mi hanno rubato il futuro con mio padre, e questa è una ferita che non smetterà mai di fare male.

Molti ti ricordano come il carabiniere che ha perso la vita in servizio. Io ti ricordo come il mio papà. Ti ricordo per il tuo sorriso, per la tua bontà, per il tuo modo di esserci sempre. Ti ricordo per i valori che mi hai insegnato e che ancora oggi cerco di portare dentro di me. Ti ricordo per tutto l’amore che mi hai dato e che continua a vivere nonostante la tua assenza.

Oggi sarebbe dovuto essere un giorno di festa. Invece è un giorno in cui mi ritrovo a guardare il cielo e a chiedermi come sarebbe la nostra vita se tu fossi ancora qui. Mi chiedo come saresti oggi, cosa diresti, cosa penseresti di me. E mentre me lo chiedo sento ancora più forte quel vuoto che nessuno potrà mai riempire.

Vorrei poterti stringere almeno per un istante, sentire ancora una volta la tua voce e dirti tutto quello che in questi sette anni non ho potuto dirti. Vorrei poterti raccontare quanto mi sei mancato, quanto mi manchi ancora e quanto continuerai a mancarmi finché avrò vita.

Ieri ho ricordato il giorno in cui ti ho perso. Oggi ricordo il giorno in cui sei nato. Tra queste due date c’è tutto il dolore di una vita, ma c’è anche tutto l’amore che provo per te.

Perché il tempo passa, il mondo cambia e gli anni scorrono, ma una cosa non cambierà mai: sarò sempre la figlia orgogliosa di un uomo straordinario che mi è stato portato via troppo presto.

Buon compleanno, papà.

Sara Anzini, orfana dell'Appuntato dei Carabinieri Emanuele Anzini, Vittima del Dovere

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