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05 FEBBRAIO 2026
COMUNICATO STAMPA - TORINO, SPAZI UNIVERSITARI E VIOLENZA IDEOLOGICA: UNA FERITA ALLA COMUNITÀ ACCADEMICA E ALLE FAMIGLIE DELLE VITTIME DEL DOVERE

Dopo la manifestazione violenta del 31 gennaio scorso, all’interno di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’Università di Torino, abbiamo appreso dagli organi di stampa, che sono comparse frasi di inaudita gravità, inneggianti alla violenza contro lo Stato e contro le Forze dell’Ordine. Scritte che hanno trasformato uno spazio pubblico di studio e formazione in un luogo di intimidazione e odio.

L’Associazione Vittime del Dovere riunisce vedove, orfani e familiari di donne e uomini delle Forze dell’Ordine, delle Forze Armate e del comparto sicurezza che hanno perso la vita o sono rimasti gravemente feriti nell’adempimento del proprio dovere e per le nostre famiglie è profondamente sconvolgente constatare come, all’interno di un ateneo, si possa inneggiare alla morte, all’aggressione e alla delegittimazione di padri, madri, fratelli e sorelle, elevando la violenza a linguaggio ideologico.

La scoperta dei fatti risale al 2 febbraio, al termine dell’occupazione di Palazzo Nuovo promossa da collettivi universitari torinesi. L’azione, rivendicata pubblicamente come atto politico di “conflitto” a ridosso della manifestazione nazionale del 31 gennaio, ha comportato l’utilizzo dell’edificio come base logistica e dormitorio.

Occupare un edificio universitario pubblico, utilizzarlo come base politica e logistica, imbrattarne i muri con scritte violente e intimidatorie e rivendicare apertamente il “conflitto” con le Istituzioni non equivale ad arricchire l’Università, ma a snaturarne la funzione.

L’Università è un luogo di libertà, confronto e pluralismo per tutte le opinioni. Non è una terra di nessuno né uno spazio sottratto alle regole comuni. È un’istituzione della Repubblica, garantita proprio da quello Stato che viene oggi apertamente delegittimato esprimendo odio contro i suoi rappresentanti.

Questa non è pluralità né libertà accademica rappresenta una selezione ideologica delle opinioni ammesse, che colpisce proprio chi garantisce ogni giorno l’esistenza delle stesse università, ovvero lo Stato quindi ciascun cittadino.

Di fronte a segnali così gravi, la sola condanna non è più sufficiente, è doveroso denunciare perché a essere colpiti, ancora una volta, sono proprio coloro che hanno già pagato il prezzo più alto in termini di vite spezzate, famiglie distrutte e figli rimasti senza padri o madri.

L’Associazione, già impegnata in collaborazioni con atenei che valorizzano il pluralismo e il confronto democratico, auspica l’apertura di un tavolo di interlocuzione con il Ministero dell’Università e della Ricerca e con il sistema universitario, volto a sviluppare strumenti efficaci di prevenzione della radicalizzazione e della violenza ideologica.

E’ motivo di rammarico riscontrare come pochi soggetti esaltati e irrispettosi possano inficiare l’impegno di tanti studenti universitari che in questi anni hanno partecipato con interesse e sensibilità ai nostri progetti di legalità e memoria proposti in diversi atenei italiani. Università con cui abbiamo addirittura stipulato convenzioni (Politecnico di Milano, Università degli Studi dell’Aquila, Università degli Studi di Milano, Università Cattolica di Milano, Università di Pisa) senza contare i progetti della legalità svolti su tutto il territorio italiano in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con tutte le Forze dell’Ordine e Forze Armate per fare prevenzione.

Educare non significa reprimere il dissenso, ma chiarire e tutelare il confine tra la critica legittima e l’istigazione alla violenza, tra l’esercizio della libertà di espressione e la negazione dei principi dello Stato di diritto.

Il rispetto della legalità e la memoria di chi ha pagato con la vita o con gravi sacrifici il servizio allo Stato rappresentano presupposti essenziali per la convivenza democratica e per l’effettivo esercizio delle libertà fondamentali.

ASSOCIAZIONE VITTIME DEL DOVERE

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