Chi dona la vita per gli altri resta per sempre
I nostri caduti

Il sito www.vittimedeldovere.it raccoglie le note biografiche, dei caduti e degli invalidi, appartenenti alle Forze dell’Ordine, Forze Armate e Magistratura, che sono state inoltrate e autorizzate, anche per quanto attiene al trattamento dei dati personali, dai familiari dei caduti oppure dal diretto interessato, invalido.

Le informazioni relative alle Vittime del Dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata sono frutto di ricerche storiche, giornalistiche e amministrative di cui si citano sempre le fonti.

In larga misura, le biografie si compongono anche di notizie fornite direttamente dalle famiglie di chi ha dato la vita per lo Stato o dall’appartenente alle Istituzioni che ha perso la propria integrità fisica durante lo svolgimento dei compiti di servizio pubblico.

Le storie delle Vittime del Dovere vengono pubblicate con grande partecipazione, interesse e orgoglio, tuttavia, non forniscono alcuna garanzia di completezza o di precisione assoluta. Rappresentano un contributo importante per ricostruire la storia del nostro Paese e rendere onore alla memoria di uomini e donne che costituiscono il patrimonio etico della Nazione.

Ogni richiesta, precisazione ed integrazione dovrà essere indirizzata alla segreteria dell’Associazione Vittime del Dovere al seguente indirizzo segreteria@vittimedeldovere.it

Appuntato della Polizia di Stato
Renato Barborini

Nato a San Michele all'Adige il 21 gennaio 1950

Deceduto a Dalmine il 6 febbraio 1977

Il 6 febbraio 1977, al casello autostradale di Dalmine, il Maresciallo Luigi D’Andrea e l’Appuntato Renato Barborini, della Polizia Stradale, persero la vita nell’adempimento del loro dovere, colpiti da un gesto di violenza cieca durante un controllo di routine.

Erano uomini dello Stato, padri, figli, servitori della collettività, consapevoli dei rischi del loro lavoro e fedeli al giuramento prestato. La loro morte non fu solo la perdita di due persone coraggiose, ma un colpo diretto allo Stato e ai principi di legalità e sicurezza su cui si fonda la Repubblica.

Il sacrificio di D’Andrea e Barborini è simbolo del prezzo altissimo pagato da chi sceglie di servire la comunità, spesso a costo della propria vita. Ricordarli significa rinnovare l’impegno a difendere i valori della libertà, della democrazia e della sicurezza, educando le nuove generazioni al rispetto delle istituzioni e alla responsabilità civica.

A Dimaro e a Dalmine vie e parchi portano il loro nome, a testimonianza di un ricordo che resta vivo. Oggi, nel loro nome e nel ricordo di tutti i Servitori della Repubblica caduti nell’adempimento del dovere, rinnoviamo il nostro silenzioso grazie.

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