Chi dona la vita per gli altri resta per sempre
Equiparazione Vittime

Da anni l'Associazione Vittime del Dovere si batte perché la distinzione ingiusta e incoerente tra vittime in ragione del carnefice sia definitivamente abbandonata.
In uno Stato di diritto è imprescindibile che i rappresentanti delle Istituzioni, che sacrificano le loro vite e la loro integrità per il bene della collettività, vengano adeguatamente tutelati.
Con la presentazione del disegno di legge si aggiunge un ulteriore tassello al lungo percorso intrapreso dall'Associazione.
Negli anni si sono succeduti interventi limitati e parziali di equiparazione che hanno causato differenze tra Vittime, creando gruppi e sottogruppi, e difficoltà applicative che, di fatto, rendono difficile l'effettiva fruizione dei benefici riconosciuti.
La proposta di legge “Estensione alle vittime del dovere e della criminalità organizzata dei benefici riconosciuti alle vittime del terrorismo” prevede la quasi completa equiparazione, dopo circa dieci anni dall'ultimo provvedimento a favore delle vittime e dalla promessa di "progressiva" equiparazione sancita nella Legge 266 del 2005.
Il processo di riconoscimento di forme di tutela a favore delle Vittime ha conosciuto uno sviluppo tale da determinare sperequazioni.
La categoria originaria delle "vittime del dovere" (Regio Decreto Legge 261/1921) è stata prima affiancata (Legge 466/1980) dalla categoria delle "vittime del terrorismo" e delle "vittime della criminalità organizzata" per poi essere sorpassata in termini di tutela (Legge 206/20014) fino a giungere al processo inverso, di progressiva estensione dei particolari benefici riconosciuti alle altre categorie.

16 NOVEMBRE 2016
COMUNICATO STAMPA - VITTIME DEL DOVERE: UN’ULTERIORE VITTORIA DELL’AVV. ANDREA BAVA CHE PONE FINE AD ANNOSE BATTAGLIE IN TEMA DI GIURISDIZIONE

In data odierna è giunta la conferma che la Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, con sentenza 23300/16, ha definitivamente affermato la sussistenza della Giurisdizione Ordinaria nella materia delle Vittime del Dovere e soggetti equiparati.

La Corte di Cassazione si è espressa su un’annosa questione che vedeva contrapporsi due diversi orientamenti: da un lato la tesi, spesso sostenuta dalle Amministrazioni, che la competenza a decidere in materia di Vittime spettasse esclusivamente alla Giurisdizione Amministrativa e, dall’altra, la convinzione che tali casi dovessero essere trattati e decisi dalla Giurisdizione Ordinaria in Funzione di Giudice del Lavoro, Previdenza e Assistenza.

Questo importante risultato è stato ottenuto, ancora una volta, grazie all’eccellente operato professionale dell’Avv. Andrea Bava, in qualità di difensore del nostro associato signor Riccardi. L’avvocato da anni collabora con l’Associazione al fine di ottenere il riconoscimento di diritti e interessi a tutela di tutte le categorie di Vittime. Il lavoro condiviso ha portato, ancora una volta, ad ottenere davanti la Suprema Corte un risultato senza precedenti, in favore di un socio. La nuova vittoria conferma nuovamente che anche i percorsi di lavoro innovativi, che l’Associazione porta avanti con i singoli professionisti, conducono a traguardi concreti in favore di tutte le Vittime.

Infatti, come già più volte ricordato, le teorie “pionieristiche” e sempre improntate alla massima tutela delle Vittime svolte dal Legale ed avallate dall’Associazione, hanno visto un primo importantissimo riconoscimento nel 2013 quando, adito il Consiglio di Stato, nell’interesse di due soci e in sede di ottemperanza a sentenza del giudice ordinario che aveva attribuito l’assegno in 500,00 €, è stato riconosciuto il principio secondo cui a tutte le Vittime del Dovere spetta l’importo elevato dalla L. 350 del 2003.

Il principio è stato poi recepito anche dal Giudice Ordinario, la primissima sentenza in merito risale al maggio 2014.

L’ultimo tassello è stato posto, poi, dalla recentissima sentenza della Corte d’Appello di Brescia che ha visto vittoriosi una famiglia associata e l’Avv. Bava.

Proprio nel corso di questi lunghi anni di battaglie giudiziarie le Amministrazioni hanno sempre insistito affiché i giudizi aventi ad oggetto le Vittime del Dovere e i loro benefici, venissero trattati dalla Giurisdizione Amministrativa, così da imporre anche termini più ristretti di ricorso al Giudice.

Molte sentenze, ad oggi, in primo e secondo grado, confermavano la tesi sostenuta dal Legale e con la pronuncia in oggetto, tale corretta interpretazione trova conferma anche da parte della Suprema Corte di Cassazione.

Queste tappe e questi traguardi raggiunti siamo felici vengano presi come riferimento da altre vittime, da altri legali o da altre associazioni al fine di garantire la tutela dei diritti delle, purtroppo, numerose Vittime del Dovere.

Merita, infine, attenzione la nota pubblicata in data odierna sul servizio di rete social Facebook dallo stesso Avv. Bava, in cui vengono sintetizzati tutti gli aspetti importanti di questa avventura:

“Con ciò si deve ritenere conclusa una lunga battaglia da me condotta i tutti i Fori d'Italia per spostare tali tipi di controversie davanti al Giudice Ordinario, visto che il Giudice Amministrativo ha sempre dimostrato un atteggiamento poco aperto verso le novità della riforma della figura giuridica delle Vittime del dovere intervenuta nel 2005. In più, il fatto che la controversia riguardi diritti rimessi alla giurisdizione del giudice ordinario consente tutela senza alcun limite di termini (salvo la prescrizione decennale dalla data del provvedimento) al contrario di quello che accade davanti al Tar, ove il termine è enormemente più ristretto (60 giorni).

Ringrazio l'Associazione Vittime del Dovere, e personalmente la Presidente Emanuela Piantadosi e l'Avv. Sabrina Mariotti, per l'appoggio sempre dato alle mie idee spesso un po' fuori dagli schemi, e in particolare invio un abbraccio alla intera famiglia Riccardi.”

Il consiglio direttivo dell’Associazione, tutti gli iscritti e, sperando di interpretare il pensiero dei più, tutte le famiglie delle Vittime del Dovere, sono grate all’Avv. Bava per la serietà professionale e la profonda umanità con cui ci affianca affrontando una così difficile materia, resa ancora più delicata dal fatto di essere strettamente connessa al dolore personale vissuto dal singolo.

 Emanuela Piantadosi

Presidente Associazione Vittime del Dovere Onlus

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