Chi dona la vita per gli altri resta per sempre
I nostri caduti

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Caporale - Paracadutista della Brigata Folgore ROBERTO LIUZZI

Nato a Napoli il 6 luglio 1951 e deceduto a Livorno il 9  novembre 1971

Roberto Liuzzi, 20 anni, svolge servizio di leva effettivo alla 6^ Compagnia “Grifi” del II Battaglione Tarquinia, comandata dal Capitano Paolo Menchi. Ha da poco ultimato l’addestramento di base alla Scuola Militare di Paracadutismo, conseguendo l’abilitazione al lancio, quando, all’alba del 9 novembre 1971, la sua giovane vita vola via insieme a quella di altri 43 giovani commilitoni e di sei militari inglesi.
Nell’ottobre del 1971, infatti, ha inizio un’esercitazione militare denominata “Cold Stream”, Corrente Fredda, effettuata in cooperazione tra l’Aeronautica Militare italiana e l’Aeronautica Militare inglese, che avrebbe dovuto incrementare le attività di aviolancio dei parà della Folgore in Sicilia e in Sardegna.
Il 9 novembre del 1971, alle ore 5,50 il velivolo “Lockheed C -130 Hercules”, appartenente alla Royal Air Force e condotto da equipaggio inglese, si alza in volo dall'aeroporto di Pisa - San Giusto diretto in Sardegna per raggiungere la zona di lancio di Villa Cidro, con a bordo sei militari della Royal Air Force, due sottufficiali in servizio permanente e 44 giovani militari di leva tra cui Roberto.
L’intera operazione prevede il decollo di dieci velivoli contraddistinti, per motivi organizzativi, da un numero progressivo, chiamato in gergo militare “gesso”. “Gesso 4”, proprio ad indicare il quarto imbarco della giornata, si inabissa, forse a causa di un guasto tecnico, nelle acque antistanti l’antica torre della Meloria, nel golfo di Livorno.

Tutti gli occupanti del C 130 muoiono nell’impatto con le fredde acque del mare. Durante le estenuanti operazioni di recupero delle salme, il Sergente Maggiore Giannino Caria, sommozzatore del IX° Battaglione Sabotatori Paracadutisti, perde la vita durante un'immersione nei fondali. A lui verrà attribuita la Medaglia d’Oro al Valor Civile.
Roberto Liuzzi, purtroppo, è tra gli undici militari che non verranno mai ritrovati.
Sul luogo dell’inabissamento dell’aereo è collocata una stele di 670 kg in onore delle Vittime della Meloria.
Il Generale Antonio Milani, poi Comandante della Brigata Folgore e il Generale Dario Orrù, già comandante del 185° artiglieria paracadutisti, in servizio presso il Comando Brigata Paracadutisti Folgore all’epoca del tragico evento, hanno voluto raccontare, in un prezioso e toccante libro intitolato Meloria - Il Gesso 4 non risponde, la storia della più grande sciagura che abbia colpito per numero di vittime il paracadutismo militare del nostro Paese.
Le finalità che i Generali Milani e Orrù si propongono è quella di trasmettere alle giovani generazioni gli ideali e il valore del sacrificio compiuto dagli Angeli della Meloria e, nello stesso tempo, onorare la loro memoria.
Ai  quarantasei  paracadutisti  del  II Battaglione denominato "Tarquinia"   periti   in   un  incidente  aereo  nel  corso  di  una esercitazione  il  9  novembre  1971  presso lo scoglio della Meloria (Livorno) ed al paracadutista del battaglione denominato "Sabotatori" deceduto  nel corso delle successive operazioni di recupero dei corpi delle  vittime dell'incidente  e'  conferito,  a  titolo  di tributo d'onore alla memoria, il grado superiore.
(LEGGE 15 marzo 2002, n. 37).

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La foto ritrae i caduti di “Gesso 4”. Roberto Liuzzi è il sesto da sinistra, nell’ultima riga.

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Prima pagina dell’edizione straordinaria de Il Telegrafo

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Copertina del libro Meloria - Il Gesso 4 non risponde


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