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21 MAGGIO 2015
Roma, Città del Vaticano - Sua Santità Papa Francesco riceve in udienza privata i familiari delle Vittime del Dovere in occasione del 163° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato

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Sua Santità Papa Francesco riceve oggi 21 maggio 2015, alle ore 12,00 in udienza privata i familiari delle Vittime del Dovere.

All’incontro con il Pontefice, che si terrà in Vaticano, presso l’Aula Paolo Sesto, in occasione dei festeggiamenti per il 163° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato, saranno presenti i vertici del Dipartimento Pubblica Sicurezza.

Parteciperanno all’udienza anche il Presidente dell’Associazione Vittime del Dovere, Emanuela Piantadosi, e il Vicepresidente, Sergio Pomponio.

L’evento è organizzato dalla Polizia di Stato

 

 

Discorso di papa Francesco tratto dal Bollettino Sala Stampa della santa Sede

http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/05/21/0388/00853.html

 

Udienza ai familiari delle vittime e dei caduti in servizio della Polizia di Stato (Italia), 21.05.2015



 

Alle ore 12 di questa mattina, nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i familiari delle vittime e dei caduti in servizio della Polizia di Stato italiana.

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’incontro:

Discorso del Santo Padre

Cari fratelli e sorelle,

siate i benvenuti! Ringrazio il Capo della Polizia per le nobili parole che mi ha rivolto a nome di tutti. In modo particolare ringrazio voi, parenti di coloro che hanno perso la vita o sono stati gravemente feriti nell’esercizio del loro dovere, per la testimonianza di speranza cristiana che vi anima e per l’attaccamento alle istituzioni e alla vostra missione. Infatti molti di voi hanno voluto continuare l’opera iniziata dai loro congiunti, indossando la divisa della Polizia e servendo lo Stato.

Ogni occupazione onesta contribuisce al bene di tutti e, se svolta con dedizione e passione, favorisce la crescita della persona e della società, fornendo anche i mezzi necessari per un’esistenza libera e dignitosa. Tra le diverse professioni, la vostra si configura come un’autentica missione e comporta l’accoglimento e la concreta messa in pratica di atteggiamenti e valori di speciale rilevanza per la vita civile. Mi riferisco allo spiccato senso del dovere e della disciplina, alla disponibilità al sacrificio, fino, se necessario, a dare la vita per la tutela dell’ordine pubblico, per il rispetto della legalità, per la difesa della democrazia e il contrasto della criminalità organizzata o del terrorismo.

La vostra missione richiede il coraggio per soccorrere chi si trova in pericolo e per fermare l’aggressore. La collettività vi è debitrice della possibilità di condurre una vita ordinata e libera dalle prepotenze dei violenti e dei corrotti.

Un’esistenza impegnata su questo fronte e centrata in questi ideali presenta un alto valore presso il Signore, e ogni sacrificio accolto per amore del bene verrà da Lui premiato. Lo dico oggi in particolare a voi, parenti delle vittime dei violenti, i quali, trovando nelle forze dell’ordine l’ostacolo più arduo ai loro disegni efferati, spesso si scagliano contro di esse.

Chiunque serve con coraggio e abnegazione la collettività, incontra, insieme alle difficoltà e ai rischi connessi al proprio ruolo, una forma di realizzazione di sé molto elevata, perché cammina sulla via di Nostro Signore, che volle servire e non essere servito.

Chi, giorno dopo giorno, assume la serietà e l’impegno del proprio lavoro e lo pone a disposizione della comunità, e specialmente di chi è nel pericolo o si trova in situazioni di grave difficoltà, “esce” verso il prossimo e lo serve. Agendo in tal modo, realizza la propria vita, anche nell’eventualità di perderla, come fece Gesù morendo sulla croce.

Solo contemplando Gesù sulla croce possiamo trovare la forza del perdono e il conforto che anche le nostre croci verranno redente dalla sua, e che perciò ogni sacrificio e ogni dramma troverà in Lui riscatto e redenzione.

La testimonianza dei valori cristiani è ancora più eloquente in questo tempo, nel quale, allo slancio generoso di tanti, spesso non fa seguito la capacità di incanalarlo in un impegno coerente e costante. Nel nostro tempo risulta infatti più facile impegnarsi in qualcosa di provvisorio e di parziale. Invece l’azione svolta dalle forze di Polizia richiama qualcosa di solido nel tempo, che, pur nel mutare delle situazioni contingenti, presenta una costante che attraversa le varie epoche: quella di garantire per tutti i cittadini la legalità e l’ordine, e con questi beni la possibilità di fruire di tutti gli altri.

Inoltre, in questi anni l’azione della Polizia si trova a dare un contributo decisivo per gestire l’impatto con la corrente di profughi che arrivano in Italia cercando rifugio da guerre e persecuzioni. Siete “in prima linea” sia nell’accoglienza iniziale dei migranti, sia nell’opera di contrasto verso i trafficanti senza scrupoli.

In quest’opera – come ha ben ricordato il Capo della Polizia – vi distinguete per spirito di servizio ed umanità, sentendovi spinti, prima ancora che dai regolamenti e dalle disposizioni delle legge, dall’imperativo morale di fare il bene, di salvare quante più persone sia possibile e di non risparmiarvi nel donare energie e tempo per un tale impegno.

Cari fratelli e sorelle, siate fieri del vostro lavoro e continuate a servire lo Stato, ogni cittadino e ogni persona in pericolo. Nel difendere i deboli e la legalità troverete il senso più vero del vostro servizio e sarete di esempio al Paese, che ha bisogno di persone che lo servano con disinteresse, generosità e continuità.

Maria Santissima nostra Madre e san Michele Arcangelo, vostro Patrono, vi proteggano, e vi assistano. Vi chiedo per favore di pregare per me e di cuore vi benedico.

[00853-IT.01] [Testo originale: Italiano]

[B0388-XX.02]

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