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10 NOVEMBRE 2017
ZAC7.it - Un osservatorio per tutelare i diritti dei familiari delle vittime del dovere

Da Sulmona lanciato un appello al ministro Orlando, Piantadosi: "Troppa visibilità agli assassini", Ferri: "Sul 41bis lo Stato non arretra"

L'istituzione di un Osservatorio dei parenti delle vittime che possa difendere diritti e esigenze dei familiari e garantire la certezza della pena. E' questo l'appello al ministro della Giustizia Andrea Orlando lanciato da Emanuela Piantadosi presidente nazionale dell'associazione Vittime del dovere. L'occasione il seminario dedicato al regime 41bis, in corso al teatro Caniglia, a cui ha partecipato, tra gli altri, il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri. "La nostra preoccupazione" sottolinea Piantadosi "è che agli assassini dei nostri familiari viene data troppa visibilità. Chiediamo che venga portata avanti la giustizia e la certezza della pena, presupposti fondamentali per la rieducazione". Emanuela Pentadosi e' una donna dolce ma determinata, rappresenta le 500 famiglie che hanno avuto familiari uccisi nell'adempimento del proprio dovere. La Piantadosi è l' orfana del Maresciallo Capo dei Carabinieri Stefano Piantadosi, Medaglia d’Oro al merito civile, ucciso il 15 giugno 1980 da un detenuto ergastolano in permesso premio evaso dal carcere di Porto Azzurro. E si batte per avere giustizia. Per tutte le vittime del dovere. Nel corso del convegno è stata affrontata la discussione sulla Legge 103 del 2 giugno 2017 che prevede modifiche codice penale e ordinamento penitenziario. La Circolare del dipartimento di polizia penitenziaria n.3676/6126 del 2 ottobre 2017 prevede una serie di modifiche per i detenuti sottoposti al 41bis, tra cui l'utilizzo dei colori nella corrispondenza e dei libri con la copertina rigida, l'utilizzo dei pc e le perquisizioni solo con il controllo strumentale. Concessioni che di fatto, secondo la Piantadosi e gli addetti ai lavori, ammorbidiscono il regime di detenzione e permettono anche possibilità di comunicare con l'esterno. Da qui la richiesta di attenzione da parte dei parenti delle vittime. Il sottosegretario Ferri ha sottolineato come la risposta dello Stato deve essere forte. Il sottosegretario si è soffermato sulla certezza della pena e il trattamento della pena con iniziative mirate ad avvicinare l'autore del reato e la vittima. "Bisogna investire sul trattamento della pena" interviene Ferri "lo Stato sul 41bis non vuole arretrare. E' una misura eccezionale e importantissima, sono previste però delle aperture e con i nuovi provvedimenti c'è una uniformazione di regole su tutti gli istituti. Siamo incisivi nella lotta alla mafia come nella lotta al terrorismo". Il sottosegretario ha annunciato nuove assunzioni di agenti di polizia penitenziaria.

Tratto da ZAC7.it

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