Chi dona la vita per gli altri resta per sempre
I nostri Feriti

Le note biografiche vengono pubblicate con grande partecipazione e orgoglio, ma solo su espressa richiesta e con l'autorizzazione al trattamento dei dati personali sottoscritta dall'invalido oppure dai congiunti dei caduti, Vittime del Dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata.
Ogni richiesta dovrà essere indirizzata alla seguente mail segreteria@vittimedeldovere.it

Assistente Capo Coordinatore
PAOLO TROPEANO

Nato ad Avellino il 15/05/1972.

Arruolato nella Polizia di Stato l '11/07/1991. Dopo il primo corso di Agente Ausiliario, viene assegnato al 4 Reparto Mobile di Napoli. Diventa agente effettivo, dopo il secondo corso di Agente presso la Scuola di Caserta.
Dopo le stragi di Palermo, e con la morte dei giudici Falcone e Borsellino,viene assegnato, nel novembre del 1993, alla Questura di Palermo - Ufficio Scorte. Viene assegnato alla scorte di numerosi magistrati che facevano parte del pool antimafia capeggiato da Falcone e Borsellino. Lavora a stretto contatto con i magistrati. I responsabili delle stragi di via D'Amelio e Capaci, Riina, Provenzano e Bagarella sono latitanti. La città trema ed è ancora sotto shock. Resta a Palermo fino al gennaio 1996, quando, a richiesta viene trasferito presso la Questura di Napoli. Ufficio Prevenzione Generale. Dopo 4 ai Nibbio ( motovolante ), per merito, nel 2000 viene trasferito alla Sezione Falchi. La mitica sezione Falchi. La sua presenza subito si consolida.Effettua numerosissimi arresti di affiliati e non della criminalità organizzata e comune. In particolare, contrasta quella dei Quartieri Spagnoli, Pallonetto S.Lucia e della zona Dante, dove dominavano i Lepre, gli Elia e Di Biasi. La guerra di camorra era in atto. Gli omicidi erano all'ordine del giorno.
Procede all'arresto di un pericoloso latitante. Lo Russo di Secondigliano, alias I capitoni. Su di lui pendeva un mandato di cattura. Dopo anni, trascorsi, nella  zona dei Quartieri, gli viene assegnata la zona Sanità e Decumanie Piazza Garibaldi. Zona dominata dal Clan Misso e Clan Mazzarella. Nel frattempo la malavita gli assegna un nomignolo: Occhi di Lince.
Tutti avevano rispetto e tutti temevano quel Falco.
Dopo pochi anni, viene assorbito alla Squadra Mobile -Sezione Falchi.
Per alcuni mesi viene assegnato nella zona di San Giovanni a Teduccio, dove regna i Mazzarella su un fronte e i Reale-Rinaldi sull'altro. Inoltre, un nuovo Clan sta emergendo. I D'Amico.
Il contrasto a quella criminalità feroce ben presto porta i suoi frutti. Occhi di Lince, unitamente ad altre pattuglia, sradica il fortino dei D'AMICO e arresta i capi e gli affifliati.

EVENTO 23/06/2005

Napoli

Durante un turno pomeridiano, mentre era di pattuglia nel Rione Sanità, alla guida della moto civetta, notava un gruppo di pluripregiudicati, facenti parte del braccio armato del Clan Misso, ( comunemente chiamato: batteri di fuoco - gente che sparava), tutti armati. Tra i presenti, vi era noto pregiudicato M.A, armato di pistola. Alla vista dei Falchi il gruppo si da subito alla fuga per i vicoletti del Rione Sanità, tra la gente impaurita. Colpi di pistola vengono uditi. Tallonando quel gruppo, che nel frattempo si era diviso, Occhi di Lince decide di inseguire e portare a termine la cattura del più pericoloso. A.M. Dopo minuti estenuanti di inseguimento, la corsa dei Falchi, purtroppo, termina. Una delle moto, poco prima dileguatasi e con a bordo altri affiliati,  volontariamente, colpisce frontalmente la moto civetta. I due Falchi cadono a terra sanguinanti e con numerosissime escoriazioni su tutto il corpo. Risultato; per Occhio di Lince TRAUMA CRANICO e COMMOZIONE CEREBRALE. Ferite multiple lacero contuse, di notevole importanza. In particolare sul mento e sull'arcata sopracciglia sinistro. Mesi 6 di convalescenza mangiando solo liquido. L'altro collega, spalla destra rotta e numerose ferite. 

Nonostante le ferite riportare, Occhi di Lince, dirama le ultime note di ricerca di A.M. che  di li a poco  viene catturato da altre pattuglie. 

Con la 25^ grad. Sett.2018 viene riconosciuto VITTIMA DEL DOVERE. 

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