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I nostri caduti

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Appuntato Arma Carabinieri GIUSEPPE PIANI

nato il 6 aprile del 1929 a Santa Teresa di Riva (ME) frazione Misserio e deceduto a Torre del Greco 29 Dicembre 1967

Giuseppe Piani nacque a Santa Teresa di Riva (ME) nella frazione Misserio il 6 aprile del 1929. A 18 anni partì militare e successivamente si arruolò nel Corpo dell'Arma Carabinieri. Per alcuni anni visse e prestò servizio a Gaeta, poi a Bergamo, a Genova, a Milano, a Salerno e successivamente venne a trasferito a Torre del Greco (NA). Nel 1959 sposò la sig.na Cerrato Vittoria residente a Sarno (SA) dove vissero dando alla luce due figlie Carmelinda e Antonietta. E' il 29 dicembre 1967, che avvenne la tragedia che troncò la giovane vita di Giuseppe Piani. Il Carabiniere scelto Giuseppe PIANI assieme al Brigadiere Antonio PIZZO, entrambi appartenenti squadra di polizia giudiziaria della Tenenza di Torre del Greco, alle ore 16,30 ricevevano una telefonata anonima che segnalava la presenza in una barberia della città di un noto pregiudicato di nome Giuseppe Cosenza, ricercato a seguito di un ordine di carcerazione firmato dall'Autorità Giudiziaria. Poiché erano giorni di festa e non essendo disponibili auto di servizio si recavano sul posto con la macchina di proprietà del carabiniere Piani , una Fiat 500. Rintracciavano ed arrestavano il ricercato, il quale, dapprima non opponeva resistenza ma in seguito durante il tragitto fino alla caserma, per procurarsi la fuga, fulmineamente estraeva ed esplodeva al loro indirizzo diversi colpi di una pistola, che nascondeva nella giacca. Il Brigadiere PIZZO, raggiunto da cinque colpi, rimaneva gravemente ferito, mentre il Carabiniere scelto PIANI Giuseppe, che era alla guida del mezzo, veniva colpito da 3 colpi alle spalle riportando lesioni gravissime agli organi interni, decedendo subito dopo all'arrivo al nosocomio per emorragia interna.

L'assassino, approfittando del panico provocato e della confusione creatasi in strada, riusciva a fuggire. Solo dopo alcuni giorni il pericoloso pregiudicato veniva localizzato ed arrestato dai carabinieri e dopo un processo per direttissima condannato all'ergastolo. Profonda emozione destò il barbaro assassinio del carabiniere Giuseppe PIANI in tutta la Nazione, e i funerali di Stato che si svolsero prima a Torre del Greco (NA) e poi a Sarno (SA) il 31 dicembre 1967 videro la presenza delle più alte cariche dello Stato. Per l'estremo e generoso sacrificio, il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri conferiva al Carabiniere scelto PIANI Giuseppe la promozione al grado di Appuntato, concedendo la medaglia d'oro al valor militare "per benemerenza d'istituto" con la seguente motivazione:

"Militare di spiccate doti morali, militari e di carattere, dedicava con infaticabile energia, slancio vibrante ed entusiasmo ammirevole tutte le sue possibilità fisiche, morali, intellettuali e professionali, nell'adempimento dei suoi compiti, collaborando con intelligenza ed operosa fedeltà i superiori, offrendosi sempre primo fra tutti e spesso volontariamente con sublime abnegazione, non comune generosità e sprezzo del pericolo nelle operazioni più rischiose, nei servizi di maggiore impegno e di più gravosa esecuzione, mercè la sua fervida, ininterrotta e determinante attività il reparto poteva effettuare l'esecuzione di tutti gli ordini e mandati di cattura perpetui e debellare, in breve, vaste e pericolose organizzazioni delinquenziali operanti nella zona destando l'ammirazione delle popolazioni locali ed il plauso delle autorità". Il Ministero dell'Interno, con propri Decreti, nel 1968 e poi nel 2006, ha riconosciuto all'Appuntato PIANI Giuseppe, caduto in attività di servizio, la qualifica di "VITTIMA DEL DOVERE". Negli anni successivi il fratello Cesare Piani in accordo con l'Amministrazione comunale del tempo, decisero di intitolare una piazzetta a Misserio (ME) che si sarebbe realizzata su terreno donato dallo stesso Cesare e che era frontestante la casa dove nacque Giuseppe Piani, che come indica l'epitaffio sulla sua tomba al cimitero di Sarno, è deceduto "Vittima del dovere , e trovasi ora nella schiera degli eroi da dove prega per i suoi cari".


Medaglia d'oro al Merito Civile
Motivazione:

Mentre, insieme ad un collega, accompagnava in caserma un pregiudicato, con generoso slancio tentava di bloccare l'improvvisa azione di fuoco posta in essere dal malvivente, ma rimaneva mortalmente colpito per salvare il commilitone. Nobile esempio di altissimo senso del dovere e di elette virtù civiche, spinti fino all'estremo sacrificio.

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