Chi dona la vita per gli altri resta per sempre
I nostri caduti

Il sito www.vittimedeldovere.it raccoglie le note biografiche, dei caduti e degli invalidi, appartenenti alle Forze dell’Ordine, Forze Armate e Magistratura, che sono state inoltrate e autorizzate, anche per quanto attiene al trattamento dei dati personali, dai familiari dei caduti oppure dal diretto interessato, invalido.

Le informazioni relative alle Vittime del Dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata sono frutto di ricerche storiche, giornalistiche e amministrative di cui si citano sempre le fonti.

In larga misura, le biografie si compongono anche di notizie fornite direttamente dalle famiglie di chi ha dato la vita per lo Stato o dall’appartenente alle Istituzioni che ha perso la propria integrità fisica durante lo svolgimento dei compiti di servizio pubblico.

Le storie delle Vittime del Dovere vengono pubblicate con grande partecipazione, interesse e orgoglio, tuttavia, non forniscono alcuna garanzia di completezza o di precisione assoluta. Rappresentano un contributo importante per ricostruire la storia del nostro Paese e rendere onore alla memoria di uomini e donne che costituiscono il patrimonio etico della Nazione.

Ogni richiesta, precisazione ed integrazione dovrà essere indirizzata alla segreteria dell’Associazione Vittime del Dovere al seguente indirizzo segreteria@vittimedeldovere.it

Lgt. Arma dei Carabinieri
Milo Francesco

Nato: Santa Maria di Leuca

Deceduto: Villa d’Almè 4 dicembre 2012

Luogotenente Francesco Milo, comandante della Stazione dei Carabinieri di Villa d’Almè, scomparso nella serata di martedì 4 dicembre 2012, alle 22.45, nella sua casa, vinto da una malattia incurabile che gli era stata diagnosticata solo poche settimane fa.

Aveva scelto di vivere sopra la caserma, come fanno i carabinieri di una volta, quelli che non timbrano un orario ma incarnano il servizio. Originario di Santa Maria di Leuca, nel Leccese, Francesco Milo era da molti anni in Bergamasca, una terra che conosceva palmo a palmo e che aveva imparato ad amare, ricambiato dalla stima profonda di colleghi, amministratori e cittadini.

Era uno dei marescialli di più lungo corso della provincia, un punto di riferimento silenzioso ma solido, sempre presente, sempre affidabile. La sua carriera è stata segnata da professionalità, equilibrio e dedizione, qualità riconosciute unanimemente da chi ha lavorato al suo fianco. Non cercava visibilità, ma lasciava il segno.

Nel suo percorso in Arma aveva partecipato anche a missioni internazionali di pace, portando all’estero il volto migliore dell’Italia e dei Carabinieri. Nel 2010, in occasione del 196° anniversario di fondazione dell’Arma, era stato insignito di un importante riconoscimento dal sindaco di Bergamo Franco Tentorio, per una brillante operazione culminata nel sequestro di 911 chilogrammi di hashish: un risultato che testimoniava competenza investigativa e grande senso dello Stato.

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