Chi dona la vita per gli altri resta per sempre
I nostri caduti

Il sito www.vittimedeldovere.it raccoglie le note biografiche, dei caduti e degli invalidi, appartenenti alle Forze dell’Ordine, Forze Armate e Magistratura, che sono state inoltrate e autorizzate, anche per quanto attiene al trattamento dei dati personali, dai familiari dei caduti oppure dal diretto interessato, invalido.

Le informazioni relative alle Vittime del Dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata sono frutto di ricerche storiche, giornalistiche e amministrative di cui si citano sempre le fonti.

In larga misura, le biografie si compongono anche di notizie fornite direttamente dalle famiglie di chi ha dato la vita per lo Stato o dall’appartenente alle Istituzioni che ha perso la propria integrità fisica durante lo svolgimento dei compiti di servizio pubblico.

Le storie delle Vittime del Dovere vengono pubblicate con grande partecipazione, interesse e orgoglio, tuttavia, non forniscono alcuna garanzia di completezza o di precisione assoluta. Rappresentano un contributo importante per ricostruire la storia del nostro Paese e rendere onore alla memoria di uomini e donne che costituiscono il patrimonio etico della Nazione.

Ogni richiesta, precisazione ed integrazione dovrà essere indirizzata alla segreteria dell’Associazione Vittime del Dovere al seguente indirizzo segreteria@vittimedeldovere.it

Vice Brigadiere squadra mobile della Pubblica sicurezza della questura di Palermo
Filadelfio Aparo

Nato: 1936

Deceduto: Palermo, 11 gennaio 1979

Filadelfio Aparo fu un vicebrigadiere della Squadra Mobile della Pubblica Sicurezza della Questura di Palermo, uno degli uomini dello Stato che, negli anni più difficili della storia siciliana, scelsero di affrontare la mafia senza clamore, con il solo sostegno del dovere e del senso di giustizia.

Nato nel 1936, Aparo entrò giovanissimo nelle forze di polizia, maturando una profonda esperienza investigativa che lo portò a essere assegnato alla Squadra Mobile di Palermo. In quel contesto complesso e pericoloso, si occupò di indagini particolarmente delicate, finalizzate alla ricostruzione degli organigrammi delle cosche mafiose palermitane, in un’epoca in cui Cosa Nostra esercitava un controllo capillare sul territorio e colpiva duramente chiunque ne minacciasse il potere.

Il suo lavoro, silenzioso ma incisivo, lo rese un bersaglio. La mafia non gli perdonò l’impegno, la competenza e la determinazione con cui portava avanti le inchieste.

La mattina dell’11 gennaio 1979, a Palermo, in piazza Tenente Anelli, Filadelfio Aparo venne assassinato in un agguato: colpito a morte da numerosi colpi di lupara, fu ucciso a soli 44 anni. Un’esecuzione brutale, tipica della strategia mafiosa di quegli anni, volta a intimidire e a fermare l’azione dello Stato attraverso il terrore.

La sua morte rappresenta una delle tante ferite inferte alla Repubblica nella lunga guerra contro la criminalità organizzata. Filadelfio Aparo è oggi ricordato come un servitore dello Stato caduto nell’adempimento del dovere, un investigatore che ha pagato con la vita il coraggio di cercare la verità e di contrastare la mafia in uno dei periodi più bui della storia italiana.

La sua memoria vive come simbolo di legalità, sacrificio e fedeltà alle istituzioni, valori che continuano a ispirare le nuove generazioni di donne e uomini in divisa.

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