Chi dona la vita per gli altri resta per sempre
I nostri caduti

Le note biografiche vengono pubblicate con grande partecipazione e orgoglio, ma solo su espressa richiesta e con l'autorizzazione al trattamento dei dati personali sottoscritta dall'invalido oppure dai congiunti dei caduti, Vittime del Dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata.
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Sergente S.P degli Alpini Brigata Taurinense MARCO RICCARDI

Marco nasce a Milano il 30.7.1973 dove vivrà con papà Piercarlo, mamma Enrica e la sorella Laura fino al giorno del suo arruolamento.
Studente di ragioneria, ex calciatore ed arbitro di calcio, interrompe gli studi affascinato dalla vita militare che intraprende con l’autorizzazione dei genitori nel 1991, essendo ancora minorenne.
A diciotto anni diventa Caporal Maggiore V.F.P con specializzazione di aiuto artificiere, risultando primo del suo corso; nel frattempo completa gli studi di ragioneria precedentemente interrotti.
Nel 1993 partecipa per sei mesi alla missione IBIS in Somalia, dove nel deserto al confine con l’Etiopia in collaborazione con il contingente tedesco venivano fatti brillare i munizionamenti pesanti confiscati alle fazioni Somale.
Al suo ritorno Marco viene premiato a Bologna in piazza Maggiore dal Comune e dall’Istituto del Nastro Azzurro per le benemerenze acquisite durante la missione alla presenza di autorità civili e militari.
Nel 1995 partecipa al I° concorso per volontari in servizio permanente giungendo in graduatoria al 3° posto su 1500 partecipanti scegliendo come destinazione il Corpo degli Alpini.
Dal 1995 al 1997 compie 4 missioni “Vespri Siciliani” e nel 1997-1998 partecipa in Bosnia per sei mesi con il 3° Reggimento Alpini alla missione ITALFOR BOSNIA OP. COSTANT GUARD.
Nel 1998 partecipa al concorso per Sergenti in S.P superandolo brillantemente, ma alla fine del corso riscontra le prime avvisaglie di una diagnosi che non gli darà scampo: Rabdomiosarcoma alveolare che nel giro di un anno lo porterà alla morte.
Cosciente della gravità del suo male e delle sue conseguenze (rimproverava la mamma se la vedeva piangere) ha combattuto contro la malattia senza mai un cedimento psicologico, fino all’ultimo giorno di vita, consolando famigliari ed amici.
Il Sergente Marco Riccardi è stato riconosciuto Vittima del Dovere a seguito del ricorso all'autorità giudiziaria nell'anno 2014.

 

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