Cinquantanove anni fa, il 30 settembre 1967, una bomba esplose alla stazione ferroviaria di Trento. A perdere la vita furono due uomini della Polizia di Stato, Filippo Foti ed Edoardo Martini, intervenuti dopo la segnalazione di una valigia sospetta trovata a bordo di un treno.
Foti era brigadiere di Pubblica Sicurezza, Martini guardia scelta. Quel giorno erano in servizio alla Polizia Ferroviaria quando vennero informati della presenza dell'ordigno sull’Alpen Express, il convoglio internazionale proveniente da Innsbruck.
I due agenti salirono sul treno e raggiunsero la valigia. Di fronte al rischio che l’esplosivo potesse provocare una strage tra i viaggiatori, decisero di intervenire per allontanarlo dalle persone presenti. La bomba esplose mentre stavano cercando di portarla in una zona più sicura dello scalo.
Foti e Martini morirono nell’esplosione. Il loro intervento, secondo le ricostruzioni storiche, contribuì a evitare che l’ordigno esplodesse mentre il treno era ancora affollato di passeggeri.
L’attentato si inseriva nella stagione del terrorismo separatista sudtirolese. L’esplosione dell’Alpen Express venne ricondotta al BAS, il Befreiungsausschuss Südtirol, organizzazione che perseguiva l’autodeterminazione dell’Alto Adige attraverso una campagna di attentati.
Per il loro comportamento, entrambi gli agenti furono insigniti della Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria.
Sostieni l'associazione!
Fai una donazione con