Chi dona la vita per gli altri resta per sempre
I nostri Feriti

Il sito www.vittimedeldovere.it raccoglie le note biografiche, dei caduti e degli invalidi, appartenenti alle Forze dell’Ordine, Forze Armate e Magistratura, che sono state inoltrate e autorizzate, anche per quanto attiene al trattamento dei dati personali, dai familiari dei caduti oppure dal diretto interessato, invalido.

Le informazioni relative alle Vittime del Dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata sono frutto di ricerche storiche, giornalistiche e amministrative di cui si citano sempre le fonti.

In larga misura, le biografie si compongono anche di notizie fornite direttamente dalle famiglie di chi ha dato la vita per lo Stato o dall’appartenente alle Istituzioni che ha perso la propria integrità fisica durante lo svolgimento dei compiti di servizio pubblico.

Le storie delle Vittime del Dovere vengono pubblicate con grande partecipazione, interesse e orgoglio, tuttavia, non forniscono alcuna garanzia di completezza o di precisione assoluta. Rappresentano un contributo importante per ricostruire la storia del nostro Paese e rendere onore alla memoria di uomini e donne che costituiscono il patrimonio etico della Nazione.

Ogni richiesta, precisazione ed integrazione dovrà essere indirizzata alla segreteria dell’Associazione Vittime del Dovere al seguente indirizzo segreteria@vittimedeldovere.it

Assistente Capo della Polizia di Stato
CELESTINO LEPORI

Assistente Capo della Polizia di Stato

Celestino Lepori

Nato a Villanova Truschedu (OR) il 19.03.1951, residente in provincia di ASTI.
Arruolato il 1 settembre 1969.

Medaglia d'Argento al Valore Militare

Motivazione della Medaglia d'Argento al V.M.
Il Ministero della Difesa con Suo Decreto in data 14 marzo 1979, ha conferito la Medaglia d'Argento al Valore Militare alla Guardia di P.S. del Comando Raggruppamento di Torino Celestino Lepori, con la seguente motivazione:

"Gregario in servizio automontato, informato via radio che in una gioielleria era in corso una rapina, interveniva prontamente sul posto e, nel tentativo di precludere ai malviventi ogni via di fuga, si precipitava, su indicazione della custode dello stabile, verso la porta retrostante il negozio, ove uno di essi proditoriamente gli sparava un colpo a bruciapelo ferendolo gravemente. Noncurante della propria incolumità, pur se già seriamente menomato si premurava di porre in salvo la donna e, nonostante raggiunto da altro proiettile esploso dal rapinatore, che gli procurava molteplici e gravissime lesioni interne, rispondeva al fuoco di quest'ultimo colpendolo mortalmente.
Fulgido esempio di incondizionata dedizione al dovere, di non comune ardimento e di ammirevole altruismo".

Torino, 17 luglio 1976.

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